|
Statue: statue artistiche, statue classiche, statue di angeli, statue di imperatori romani, statue di Santi, statue figurative, statue in bronzo, statue in marmo, statue in marmoresina, statue in resina, statue in vetroresina, statue in VTR, statue moderne, statue monumentali, statue per cimiteri, statue per fontane, statue per giardini, statue per tombe, statue sacre, statues, statue in gesso, statue Romane, statue Greche, statue Egizie, statue Rinascimentali, statue di personaggi famosi, statue di animali, statue religiose, statue su richiesta. |
GIPSOTECA del Laboratorio di scultura di Front
![]() |
||||||
|
Gipsoteca del Laboratorio di scultura di Front "acquista on line" |
Copie e riproduzioni artistiche
di statue, busti,
bassorilievi, maschere di animali busti di imperatori romani bassorilievi romani
bassorilievi
romanici bassorilievi greci bassorilievi egizi bassorilievi rinascimentali
bassorilievi famosi bassorilievi di animali bassorilievi religiosi bassorilievi
su richiesta bassorilievi in gesso maschere su richiesta maschere greche
maschere busti bassorilievi maschere davide di michelangelo busti in gesso busti
greci busti di santi maschere in gesso www.laboratoriodiscultura.it
www.scaramellastudiodiscultura.com www.gipsoteca.net calchi in gesso calco calco
in gesso statue statue greche statue romane statue classiche statue egizie
statue rinascimentali statue di personaggi famosi statue di animali statue di
santi statue su richiesta statue religiose statuette statue in resina statue in
marmoresina arte arredamento per interni arredamento per giardino architettura
in gesso architettura greca architettura romana architettura egizia architettura
rinascimentale architettura per interni architettura per esterni colonne in
gesso mensole in gesso giulio cesare leonardo da vinci aristotele davide di
donatello busti di animali busti su ordinazione maschere di imperatori romani
www.frontmuseo.it www.laboratoryofsculpture.com www.chalkstatues.com statue in
gesso statua in gesso maschera anatomia in gesso statue in vetroresina statue in
cemento statue in polvere di marmo statue in marmo statue in bronzo statue of
michelangelo statue of liberty statue in gesso statue of donatello statues
maschere classiche maschere egizie maschere di personaggi famosi maschere romane
anatomia per le scuole d'arte anatomia per l'artista anatomia su richiesta
sculture sculptures sculture di madonne sculture di gesù sculture di evangelisti
sculture sacre sculture religiose su richiesta acquista on line compra in rete
sculture religiose in gesso sculture di santi maschere religiose platone calchi
busti egizi busti religiosi busti di personaggi famosi statua di zeus gipsoteca
scultura bassorilievo statua sculpture parigi arte arte scultura arte sculture
arte statue arte statua arte scultore arte scultori arte del gesso arte del
marmo arte del bronzo londra arte arte arte arte arte arte della resina arte
greca arte romana arte egizia arte rinascimentale arte liberty arte sacra arte
made in italy atene arte roma arte torino arte firenze arte napoli arte milano
arte venezia arte arte italiana arte made italy arte nel mondo statue giardino
articoli religiosi produzione statue vendita statue scenografie edison trofei
statue santi venere di milo papa giovanni paolo II laoconte darwin statua marmo
statue bronzo statua in bronzo busti in bronzo madonne calchi.it sculture.it
maschere.it maschera.it statua in marmo busti bronzo madonna statue.it
scultura.it statua.it statue in bronzo statue in marmo arte funeraria calchi
calchi calchi calchi busti.it arte.it busto.it arte. statue. statue.. sculture.
sculture.. maschere. elenco arte statue sculture statue in vtr sculture in marmo
sculture in bronzo arte statue maschere sculture artisti artista statua maschera
scultura scultore scultori mappa del sito rss www.laboratoriodiscultura.com
www.laboratoiredesculpture.com www.gypsothèque.eu statue in bronzo statue in
marmo statue statue in gesso statue bronzo statue giardino statue in vtr statue
marmo statue santi statues bassorilievi bassorilievi in bronzo bassorilievi in
gesso bassorilievi in marmo bassorilievi in resina busti busti in bronzo busti
gesso busti in marmo busti in resina maschere maschere in bronzo maschere in
gesso maschere in marmo maschere in resina statue sacre statue di marmo statue
di bronzo statue di gesso statue in gesso statue in marmo statue in bronzo
canova antonio canova sant'eusebio san giacomo sculture in gesso scultura in
gesso
sculture di gesso scultura di gesso statue statua statue in bronzo statue in
cemento statue in marmo statue in marmoresina statue in oxolite statue in resina
statue in vetroresina statue in vtr statue italiane statua barocca statua
classica statua di angelo statua di gesù statua di imperatore romano statua di
madonna statua di santo statua egizia statua greca statua liberty statua
neoclassica statua romanica statue barocche statue classiche statue di angeli
statue di gesù statue di imperatori statue di imperatori romani statue di
madonne statue di santi statue greche statue in carbonato di calcio statue in
polvere di marmo statue liberty statue neoclassiche statue religiose statue
rinascimentali statue romaniche scultura classica scultura commemorativa
scultura contemporanea scultura di bronzo scultura di gesso scultura di marmo
scultura di marmoresina scultura di resina scultura di vetroresina scultura di
vtr scultura figurativa scultura greca scultura in bronzo scultura in gesso
scultura in marmo scultura in marmoresina scultura in resina scultura in
vetroresina scultura in vtr scultura moderna scultura monumentale scultura per
monumenti scultura romana scultura romanica sculture classiche sculture
commemorative sculture contemporanee sculture di bronzo sculture di gesso
sculture di marmo sculture di marmoresina sculture di resina sculture di
vetroresina sculture di vtr sculture figurative sculture greche sculture in
bronzo sculture in gesso sculture in marmo sculture in marmoresina sculture in
resina sculture in vetroresina sculture in vtr sculture moderne sculture
monumentali sculture per monumenti sculture romane sculture romaniche gipsoteca
calchi in gesso riproduzioni in gesso gesso calchi opere in gesso opere d'arte
in gesso oggetti d'arte in gesso riproduzioni d'arte in gesso riproduzioni
artistiche in gesso riproduzioni artistiche di sculture riproduzioni artistiche
di statue riproduzioni artistiche di busti riproduzioni artistiche di
bassorilievi riproduzioni artistiche di maschere riproduzioni artistiche di
elementi decorativi riproduzioni artistiche di oggetti sacri riproduzioni
artistiche di statue religiose riproduzione di busti busti busti di gesso busti
in gesso busti in bronzo busti di bronzo busto di bronzo busto in bronzo busto
di gesso busto in gesso busto busto in marmo busto di marmo busti di marmo busti
in marmo busti in marmoresina busti di marmoresina busto di marmoresina busto in
marmoresina busto in vetroresina busto di vetroresina busti di vetroresina busti
in vetroresina busti in resina busto in resina busto di resina busti di resina
busti di vtr busto di vtr busto in vtr busti in vtr giacomo leopardi
La tecnica della fusione nelle statue in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere statue in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo, nel quale raffreddandosi, si solidifica. In seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma della statua in bronzo desiderata. Per le statue in bronzo si distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di realizzare delle riproduzioni in bronzo di opere esistenti in altri materiali (gesso, argilla ecc.) che devono essere prima stampate e poi riprodotte. Nel metodo diretto la scultura viene realizzata subito in cera, che sarà persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di sculture in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo dell’opera originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato Da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. La statua in bronzo viene estratta distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello della statua in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. La statua in bronzo viene sformata con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di esemplari. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per le statue in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione: La fusione con modelli in polistirene: Il modello per la statua in bronzo viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia sia a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà la statua in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più statue in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccole statue in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per le statue in bronzo in modo artigianale. La fusione di una statua in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia della statua in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sulla statua di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura della statua in bronzo. Le statue in bronzo di piccole dimensioni possono essere colate piene, mentre le statue in bronzo più grandi saranno vuote per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo della statua in bronzo - per ridurre il peso della statua in bronzo - per la solidità:in effetti una statua in bronzo vuota è più solida di una equivalente ma piena - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa delle statue in bronzo: Questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di statue in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la statua in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione delle loro statue in bronzo si rivolgevano a fonderie specializzate, al quale affidavano il loro modello originale in gesso o argilla. La tecnica della fusione nei bassorilievi in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere bassorilievi in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo, nel quale raffreddandosi, si solidifica il bassorilievo in bronzo. In seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma del bassorilievo in bronzo desiderato. Per i bassorilievi in bronzo si distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di realizzare delle riproduzioni in bronzo di bassorilievi esistenti in altri materiali (gesso, argilla ecc.) che devono essere prima stampati e poi riprodotti. Nel metodo diretto il bassorilievo viene realizzato subito in cera, che sarà persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di bassorilievi in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo del bassorilievo originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. Il bassorilievo in bronzo viene estratto distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello del bassorilievo in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. Il bassorievo in bronzo viene sformato con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di bassorilievi in bronzo. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per i bassorilievi in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione: La fusione con modelli in polistirene: Il modello per il bassorilievo in bronzo viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia o a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà il bassorilievo in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più bassorilievo in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccoli bassorilievi in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per i bassorilievi in bronzo in modo artigianale. La fusione di un bassorilievo in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia del bassorilievo in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sul bassorilievo di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura del bassorilievo in bronzo. I bassorilievi in bronzo di piccole dimensioni possono essere colati pieni, mentre i bassorilievi in bronzo più grandi saranno vuoti per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo del bassorilievo in bronzo - per ridurre il peso del bassorilievo in bronzo - per la solidità: in effetti un bassorilievo in bronzo vuoto è più solido di uno equivalente ma pieno - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa dei bassorilievi in bronzo: questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di bassorilievi in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la statua in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione dei loro bassorilievi in bronzo si rivolgevano a fonderie specializzate, al quale affidavano il loro modello originale in gesso o argilla. Il metodo indiretto: viene utilizzato quando si desidera riprodurre un bassorilievo in bronzo gia realizzato in altri materiali, eccetto la cera. Lo scultore deve, prima di tutto, fare uno stampo del bassorilievo da riprodurre. Una volta terminato lo stampo, che potrà essere in gelatina, oppure in gesso composto da più elementi o in caucciù silicone, gli si colerà dentro la cera. La tecnica della fusione nei busti in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere busti in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo, nel quale raffreddandosi, si solidifica. In seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma del busto in bronzo desiderato. Per i busti in bronzo si distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di realizzare delle riproduzioni in bronzo di busti esistenti in altri materiali (gesso, argilla ecc.) che devono essere prima stampati e poi riprodotti. Nel metodo diretto il busto viene realizzato subito in cera, che sarà persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di busti in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo del busto originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato Da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. Il busto in bronzo viene estratto distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello del busto in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. Il busto in bronzo viene sformato con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di busti in bronzo. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per i busti in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione: La fusione con modelli in polistirene: Il modello per il busto in bronzo viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia o a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà il busto in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più busti in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccoli busti in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per i busti in bronzo in modo artigianale. La fusione di un busto in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia del busto in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sul busto di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura del busto in bronzo. I busti in bronzo di piccole dimensioni possono essere colati pieni, mentre i busti in bronzo più grandi saranno vuoti per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo del busto in bronzo - per ridurre il peso del busto in bronzo - per la solidità:in effetti un busto in bronzo vuoto è più solido di uno equivalente ma pieno - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa dei busti in bronzo: questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di busti in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la statua in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione dei loro busti in bronzo si rivolgevano a fonderie specializzate, al quale affidavano il loro modello originale in gesso o argilla. Il metodo indiretto: viene utilizzato quando si desidera riprodurre un busto in bronzo gia realizzato in altri materiali, eccetto la cera. Lo scultore deve, prima di tutto, fare uno stampo del busto da riprodurre. Una volta terminato lo stampo, che potrà essere in gelatina, oppure in gesso composto da più elementi o in caucciù silicone, gli si colerà dentro la cera. La tecnica della fusione nelle sculture in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere sculture in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo della scultura in bronzo, nel quale raffreddandosi, si solidifica. In seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma della scultura in bronzo desiderata. Per le sculture in bronzo si distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di realizzare delle riproduzioni in bronzo di opere esistenti in altri materiali (gesso, argilla ecc.) che devono essere prima stampate e poi riprodotte. Nel metodo diretto la scultura viene realizzata subito in cera, che sarà persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di sculture in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo dell’opera originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. La scultura in bronzo viene estratta distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello della scultura in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. La scultura in bronzo viene sformata con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di esemplari. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per le sculture in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione La fusione con modelli in polistirene: Il modello per la scultura in bronzo viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia sia a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà la scultura in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più sculture in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccole sculture in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per le sculture in bronzo in modo artigianale. La fusione di una statua in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia della scultura in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sulla scultura di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura della scultura in bronzo. Le sculture in bronzo di piccole dimensioni possono essere colate piene, mentre le sculture in bronzo più grandi saranno vuote per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo della scultura in bronzo - per ridurre il peso della scultura in bronzo - per la solidità:in effetti una scultura in bronzo vuota è più solida di una equivalente ma piena - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa delle sculture in bronzo: Questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di statue in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la scultura in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione delle loro sculture in bronzo si rivolgevano a fonderie. La tecnica dei bassorilievi in marmo: Il marmo è da sempre il materiale prediletto dagli scultori. La resistenza fisica, il peso e l'aspetto seducente di numerosi marmi hanno deposto a loro favore in ogni epoca. La scultura in marmo è servita a magnificare le diverse civiltà che si sono succedute fin dall'antichità. Sono disponibili numerose varietà di marmi. Per quel che concerne la scelta del marmo per un bassorilievo, si deve tener conto della disponibilità del mercato, del prezzo, della durezza, della resistenza alle intemperie e dello scopo artistico da perseguire. Il marmo è un materiale che richiede molta pazienza nella lavorazione e forza fisica. Il marmo, a seconda della sua durezza, permette una lavorazione del bassorilievo più o meno scavato o forme raccolte, sintetiche e massicce. La forma originale del blocco determina la scelta della bassorilievo in marmo. I ripensamenti non sono ammessi ciò che è stato tolto lo è definitivamente dal bassorilievo di marmo. Lo scultore può iniziare il lavoro partendo da un blocco irregolare. Dopo averlo scelto adatto alla forma del bassorilievo da realizzare può iniziare a scolpire. Inizialmente vengono liberate le forme generali del bassorilievo in marmo. Quando sono state tolte le grandi masse, non è più possibile introdurre grosse modifiche al bassorilievo in marmo da realizzare. Il marmo sarà tolto a strati, sino ad ottenere il bassorilievo desiderato. Il metodo è lento e piuttosto faticoso dal lato fisico, specialmente se il marmo è molto duro, ma è una delle esperienze che più arricchisce un artista. Prima di sgrossare è meglio disegnare sul blocco la forma del futuro bassorilievo in marmo. Per la fase di sbozzo vengono usati flessibile, schiantino, mazzetta pesante e grosse punte, le quali vengono vibrate con un'angolazione diritta rispetto alla superficie dei bassorilievi in marmo. Per la sgrossatura, le punte più fini sono utilizzate con un angolo di circa 45 gradi. La forma finale del bassorilievo in marmo può essere avvicinata fin a mezzo centimetro con le gradine e le punte. Gli scalpelli piatti saranno usati per raccordare i piani e rifinire il bassorilievo in marmo, tenendo una posizione molto inclinata. Si usano poi carte e altri abrasivi per la levigatura e lucidatura del bassorilievo in marmo. Alcuni scultori utilizzano solo la punta per tutta la durata della realizzazione del bassorilievo in marmo. Alcune parti della superficie dell'opera possono essere lasciate ruvide mantenendo la traccia dell'utensile usato (gradina, punta, ecc.) conferendo al bassorilievo in marmo tonalità differenti.. La tecnica dei busti in marmo: Il marmo è da sempre il materiale prediletto dagli scultori. La resistenza fisica, il peso e l'aspetto seducente di numerosi marmi hanno deposto a loro favore in ogni epoca. La scultura in marmo è servita a magnificare le diverse civiltà che si sono succedute fin dall'antichità. Sono disponibili numerose varietà di marmi. Per quel che concerne la scelta del marmo per un busto, si deve tener conto della disponibilità del mercato, del prezzo, della durezza, della resistenza alle intemperie e dello scopo artistico da perseguire. Il marmo è un materiale che richiede molta pazienza nella lavorazione e forza fisica. Il marmo, a seconda della sua durezza, permette una lavorazione del busto più o meno scavata o forme raccolte, sintetiche e massicce. La forma originale del blocco determina la scelta della busto in marmo. I ripensamenti non sono ammessi ciò che è stato tolto lo è definitivamente dal busto di marmo. Lo scultore può iniziare il lavoro partendo da un blocco irregolare. Dopo averlo scelto adatto alla forma del busto da realizzare può iniziare a scolpire. Inizialmente vengono liberate le forme generali del busto in marmo. Quando sono state tolte le grandi masse, non è più possibile introdurre grosse modifiche al busto in marmo da realizzare. Il marmo sarà tolto a strati, sino ad ottenere il busto desiderato. Il metodo è lento e piuttosto faticoso dal lato fisico, specialmente se il marmo è molto duro, ma è una delle esperienze che più arricchisce un artista. Prima di sgrossare è meglio disegnare sul blocco la forma del futuro busto in marmo. Per la fase di sbozzo vengono usati flessibile, schiantino, mazzetta pesante e grosse punte, le quali vengono vibrate con un'angolazione diritta rispetto alla superficie del busto in marmo. Per la sgrossatura, le punte più fini sono utilizzate con un angolo di circa 45 gradi. La forma finale del busto in marmo può essere avvicinata fin a mezzo centimetro con le gradine e le punte. Gli scalpelli piatti saranno usati per raccordare i piani e rifinire il busto in marmo, tenendo una posizione molto inclinata. Si usano poi carte e altri abrasivi per la levigatura e lucidatura del busto in marmo. Alcuni scultori utilizzano solo la punta per tutta la durata della realizzazione del busto in marmo. Alcune parti della superficie dell'opera possono essere lasciate ruvide mantenendo la traccia dell'utensile usato (gradina, punta, ecc.) conferendo al busto in marmo tonalità differenti. La tecnica delle statue in marmo: Il marmo è da sempre il materiale prediletto dagli scultori. La resistenza fisica, il peso e l'aspetto seducente di numerosi marmi hanno deposto a loro favore in ogni epoca. Le statue in marmo sono servite a magnificare le diverse civiltà che si sono succedute fin dall'antichità. Sono disponibili numerose varietà di marmi. Per quel che concerne la scelta del marmo per una statua, si deve tener conto della disponibilità del mercato, del prezzo, della durezza, della resistenza alle intemperie e dello scopo artistico da perseguire. Il marmo è un materiale che richiede molta pazienza nella lavorazione e forza fisica. Il marmo, a seconda della sua durezza, permette una lavorazione delle statue più o meno scavata o forme raccolte, sintetiche e massicce. La forma originale del blocco determina la scelta della statua in marmo. I ripensamenti non sono ammessi ciò che è stato tolto lo è definitivamente dalla statua di marmo. Lo scultore può iniziare il lavoro partendo da un blocco irregolare. Dopo averlo scelto adatto alla forma della statua da realizzare può iniziare a scolpire. Inizialmente vengono liberate le forme generali della statua in marmo. Quando sono state tolte le grandi masse, non è più possibile introdurre grosse modifiche alla statua in marmo da realizzare. Il marmo sarà tolto a strati, sino ad ottenere la statua desiderata. Il metodo è lento e piuttosto faticoso dal lato fisico, specialmente se il marmo è molto duro, ma è una delle esperienze che più arricchisce un artista. Prima di sgrossare è meglio disegnare sul blocco la forma della futura statua in marmo. Per la fase di sbozzo vengono usati flessibile, schiantino, mazzetta pesante e grosse punte, le quali vengono vibrate con un'angolazione diritta rispetto alla superficie della statua in marmo. Per la sgrossatura, le punte più fini sono utilizzate con un angolo di circa 45 gradi. La forma finale della statua in marmo può essere avvicinata fin a mezzo centimetro con le gradine e le punte. Gli scalpelli piatti saranno usati per raccordare i piani e rifinire la statua in marmo, tenendo una posizione molto inclinata. Si usano poi carte e altri abrasivi per la levigatura e lucidatura della statua in marmo. Alcuni scultori utilizzano solo la punta per tutta la durata della realizzazione della statua in marmo. Alcune parti della superficie dell'opera possono essere lasciate ruvide mantenendo la traccia dell'utensile usato (gradina, punta, ecc.) conferendo alla statua in marmo tonalità differenti. La tecnica della scultura in marmo: Il marmo è da sempre il materiale prediletto dagli scultori. La resistenza fisica, il peso e l'aspetto seducente di numerosi marmi hanno deposto a loro favore in ogni epoca. La scultura in marmo è servita a magnificare le diverse civiltà che si sono succedute fin dall'antichità. Sono disponibili numerose varietà di marmi. Per quel che concerne la scelta del marmo per una scultura, si deve tener conto della disponibilità del mercato, del prezzo, della durezza, della resistenza alle intemperie e dello scopo artistico da perseguire. Il marmo è un materiale che richiede molta pazienza nella lavorazione e forza fisica. Il marmo, a seconda della sua durezza, permette una lavorazione della scultura più o meno scavata o forme raccolte, sintetiche e massicce. La forma originale del blocco determina la scelta della scultura in marmo. I ripensamenti non sono ammessi ciò che è stato tolto lo è definitivamente dalla scultura di marmo. Lo scultore può iniziare il lavoro partendo da un blocco irregolare. Dopo averlo scelto adatto alla forma della scultura da realizzare può iniziare a scolpire. Inizialmente vengono liberate le forme generali della scultura in marmo. Quando sono state tolte le grandi masse, non è più possibile introdurre grosse modifiche alla scultura in marmo da realizzare. Il marmo sarà tolto a strati, sino ad ottenere la scultura desiderata. Il metodo è lento e piuttosto faticoso dal lato fisico, specialmente se il marmo è molto duro, ma è una delle esperienze che più arricchisce un artista. Prima di sgrossare è meglio disegnare sul blocco la forma della futura scultura in marmo. Per la fase di sbozzo vengono usati flessibile, schiantino, mazzetta pesante e grosse punte, le quali vengono vibrate con un'angolazione diritta rispetto alla superficie della scultura in marmo. Per la sgrossatura, le punte più fini sono utilizzate con un angolo di circa 45 gradi. La forma finale della scultura in marmo può essere avvicinata fin a mezzo centimetro con le gradine e le punte. Gli scalpelli piatti saranno usati per raccordare i piani e rifinire la scultura in marmo, tenendo una posizione molto inclinata. Si usano poi carte e altri abrasivi per la levigatura e lucidatura della scultura in marmo. Alcuni scultori utilizzano solo la punta per tutta la durata della realizzazione della scultura in marmo. Alcune parti della superficie dell'opera possono essere lasciate ruvide mantenendo la traccia dell'utensile usato (gradina, punta, ecc.) conferendo alla scultura in marmo tonalità differenti. La scultura le sculture: Lo scultore converte la materia in oggetti che sembrano vivere di vita propria, mettendo in opera ciò che gli uomini hanno considerato per secoli un potere creativo quasi divino; e fin dalle epoche antichissime quella scintilla di vita ha fatto della scultura il bersaglio delle armate conquistatrici e dei fanatici seguaci delle nuove religioni, che volevano distruggere o deturpare le sculture e le statue degli antichi capi e dei. Oggi invece siamo propensi a considerare le sculture come oggetti artistici piuttosto che come presenze vive. I colori realistici, le pietre preziose, le dorature, e anche le vesti che ornavano le sculture fino al XVI secolo sono scomparsi, ma la solidità dei materiali da cui erano ricavate le sculture ci ha conservato una delle documentazioni visive più complete del passato: abbiamo infatti una relativa abbondanza di sculture greche e sculture romane, mentre i dipinti sono per la maggior parte spariti. In tempi recenti gli scultori hanno messo in risalto la scultura in legno, la scultura in terracotta, la scultura in diversi metalli e la scultura in svariati marmi e pietre, contribuendo a sottolineare altri aspetti importanti del fascino della scultura. Auguste Rodin, uno dei più grandi scultori moderni, definì esattamente, anche se con poca eleganza, la scultura chiamandola l'arte "del buco e della massa". Questa espressione vuole significare che la scultura richiede più di ogni altra arte, all'infuori dell'architettura, una forma solida (la "massa") e l'esatto rapporto di questa con lo spazio (il "buco") la scultura infatti "occupa"spazio proprio come noi. La vitalità della scultura determina la scelta del materiale da parte dello scultore e gli usi cui egli destina la scultura stessa. La scultura a tutto tondo. Unico fra gli uomini, lo scultore ha il potere di eseguire un'opera d'arte che sembra possedere una personalità, un'identità propria, addirittura una vita a se. Una scultura fa parte del mondo tridimensionale, caratteristica che non possono avere i dipinti; questa virtù particolare delle figure scolpite ci aiuta a capire la leggenda greca dello scultore Pigmalione, il quale modellò la scultura di una donna così bella che se ne innamorò, e tanto perdutamente che Venere donò alla scultura la vita. La sensazione che le immagini scolpite abbiano una specie di potente vitalità indusse probabilmente gli uomini preistorici a creare le prime sculture a tuttotondo conosciute: gli amuleti o talismani, ciondoli con poteri magici da tenere addosso. Anche in tempi più recenti piccole sculture portatili continuano ad essere considerate "protettive": il crocifisso ne è un esempio cristiano, mentre i Cinesi e gli Indiani hanno piccole sculture di Buddha. I cristiani chiariscono subito che il crocifisso è il memento di una persona (Gesù Cristo), di un avvenimento (la crocifissione)e di un concetto(la redenzione) e non ha poteri magici, ma tali piccole sculture hanno pur sempre una specie di potere che deriva loro dal rappresentare credenze o divinità, e la loro indipendenza tridimensionale da altri oggetti, congiunta alle piccole dimensioni della scultura, mette una persona in grado di vivere a stretto contatto con codeste sculture. La scintilla di vita insita nella scultura ha indotto gli artisti a creare immagini protettrici delle anime dei defunti: gli esempi più celebri di questo tipo di scultura sono le figure trovate nelle tombe egizie. La scultura ha avuto inoltre impiego nella commemorazione dei grandi uomini e degli eroi: le pose simboliche e i costumi delle sculture suggeriscono attributi personali; un simbolo in particolare è in uso fin dal tempo della scultura greca e della scultura romana, il cavallo: la figura che fa parte di un monumento equestre acquista infatti in dignità per la posizione di predominio che lo stare in alto sul cavallo conferisce alla scultura. Gipsoteca: Questa parola composta deriva dal greco gesso e teca e significa raccolta di riproduzioni in gesso di opere di scultura, di parti architettoniche di reperti archeologici. La gipsoteca ha una grande importanza documentaria, didattica, di raccolta e divulgativa; la gipsoteca raccoglie arte classica, arte greca, romana, nella gipsoteca ci sono opere in tuttotondo : statue e busti ma anche bassorilievi ed altorilievi. La gipsoteca raccoglie arte egizia, arte medievale, arte neoclassica, rinascimentale, barocca, liberty. La gipsoteca essendo una raccolta di riproduzioni di opere d'arte in gesso, che è un materiale dai costi contenuti consente a tutti di poter avere una riproduzione di Michelangelo, Donatello, Verrocchio ecc. La gipsoteca oltre ad essere una raccolta di positivi in gesso, è un a raccolta di negativi di opre di scultura: stampi. Già gli Egizi usavano il gesso come materiale da stampaggio: utilizzavano, come modelli per le loro sculture, degli stampi in gesso di volti o altre parti del corpo umano. Sono state ritrovate maschere del genere a El-Amarna, realizzate all'incirca attorno al 1370 a.C. Il primo esempio conosciuto di una maschera simile è quella scoperta a Saqquara. E' la maschera di re Teti, della VI dinastia, morto nel 2400 a.C. In seguito i greci hanno utilizzato il gesso per stampi negativi di statue non per vere e proprie gipsoteche ma per la fusione delle statue. Durante il periodo romano è stato utilizzato per stampare le famose maschere mortuarie degli avi, conservate gelosamente come piccole gipsoteche dagli sbozzatori del periodo. Il gesso è utilizzato in gipsoteca per stampi e positivi per le sue caratteristiche: acquisisce una consistenza cremosa dopo l'impasto e rimane malleabile per un po' di tempo, prima che secchi; quando è allo stato di crema liquida, può essere steso su superfici, delle quali sposa fedelmente i rilievi prima di indurire. Il gesso si reperisce con facilità ed il suo prezzo è modico, si prepara facilmente in poco tempo, si dilata lievemente all'impasto e colma bene gli stampi e può essere ritoccato facilmente. Per questo un' opera di gipsoteca artistica è accessibile a tutte le tasche.
DELLA SCULTURA
Che cosa sia
la scultura e come siano fatte le sculture buone, e che parti elle debbino avere
per essere tenute perfette.La scultura è una arte che levando il superfluo dalla
materia suggetta, la riduce a quella forma di corpo che nella idea dello
artefice è disegnata. Et è da considerare che tutte le figure di qualunque sorte
si siano, o intagliate ne' marmi o gittate di bronzi o fatte di stucco o di
legno, avendo ad essere di tondo rilievo e che girando
intorno si abbino a vedere per ogni verso, è di necessità che a volerle chiamar
perfette ell'abbino di molte parti. La prima è che quando una simil figura ci si
presenta nel primo aspetto alla vista, ella rappresenti e renda somiglianza a
quella cosa per la quale ella è fatta, o fiera o umile o biz[z]arra o allegra o
malenconica, secondo chi si figura; e che ella abbia corrispondenza di parità di
membra, cioè non abbia le gambe longhe, il capo grosso, le braccia corte e
disformi, ma sia ben misurata et ugualmente a parte a parte concordata dal capo
a' piedi. E similmente, se ha la faccia di vecchio, abbia le braccia, il corpo,
le gambe, le mani et i piedi di vecchio, unitamente ossuta per tutto, musculosa,
nervuta e le vene poste a' luoghi loro. E se arà la faccia di giovane, debbe
parimente esser ritonda, morbida e dolce nella aria e per tutto unitamente
concordata. Se ella non arà ad essere ignuda, facciasi che i panni ch'ella arà
ad aver addosso non siano tanto triti ch'abbino del secco né tanto grossi che
paino sassi, ma siano con il loro andar di pieghe girati talmente che scuoprino
lo ignudo di sotto, e con arte e grazia talora lo mostrino e talora lo ascondino,
senza alcuna crudezza che offenda la figura. Siano i suoi capegli e la barba
lavorati con una certa morbidezza, svellati e ricciuti che mostrino di essere
sfilati, avendoli data quella maggior piumosità e grazia che può lo scarpello,
ancora che gli scultori in questa parte non possino così bene contraffare la
natura, facendo essi le ciocche de' capegli sode e ricciute più di maniera che
di immitazione naturale. Et ancora che le figure siano vestite, è necessario di
fare i piedi e le mani che siano condotte di bellezza e di bontà come
l'altre parti. E per essere tutta la figura tonda, è forza che in faccia, in
profilo e di dietro ella sia di proporzione uguale, avendo ella a ogni girata
e veduta a rappresentarsi ben disposta per tutto. È necessario adunque che ella
abbia corrispondenza e che ugualmente ci sia per tutto attitudine, disegno,
unione, grazia e diligenza, le quali cose tutte insieme dimostrino l'ingegno et
il valore dell'artefice. Debbono le figure, così di rilievo come dipinte, esser
condotte più con il giudicio che con la mano, avendo a stare in altezza dove sia
una gran distanza; perché la diligenza dell'ultimo finimento non si
vede da lontano, ma si conosce bene la bella forma delle braccia e delle gambe
et il buon giudicio nelle falde de' panni con poche pieghe, perché nella
simplicità del poco si mostra l'acutezza dell'ingegno. E per questo le figure di
marmo o di bronzo che vanno un poco alte vogliono essere traforate gagliarde,
acciò che il marmo che è bianco et il bronzo che ha del nero piglino all'aria
della oscurità, e per quella apparisca da lontano il lavoro esser finito e
dappresso
si vegga lasciato in bozze. La quale avvertenza ebbero grandamente gli antichi,
come nelle lor figure tonde e di mez[z]o rilievo che negli archi e nelle colonne
veggiamo di Roma, le quali mostrano ancora que gran giudicio che egli ebbero; et
infra i moderni si vede essere stato osservato il medesimo grandemente nelle sue
opere da Donatello Debbesi oltra di questo considerare che quando le statue
vanno in un luogo alto e che abasso non sia molta distanza da potersi discostare
a giudicarle da lontano, ma che s'abbia quasi a star loro sotto, che così fatte
figure si debbon fare di una testa o due più di altezza. E questo si fa perché
quelle figure che son poste in alto si perdono nello scórto della veduta, stando
di sotto e guardando allo nsù, onde ciò che si dà di accrescimento viene a
consumarsi nella grossezza dello scórto, e tornano poi di proporzione, nel
guardarle, giuste e non nane, ma con bonissima grazia. E quando non piacesse far
questo, si potrà mantenere le membra della figura sottilette e gentili, ché
questo ancora torna quasi il medesimo.
Costumasi per molti artefici fare la figura di nove teste, la quale vien partita
in otto teste tutta, eccetto la gola, il collo e l'altezza del piede, che con
queste torna nove, perché due sono gli stinchi, due dalle ginocchia a' membri
genitali e tre il torso fino alla fontanella della gola, et un'altra dal mento
all'ultimo della fronte, et una ne fanno la gola e quella parte ch'è dal dosso
del piede alla pianta: che sono nove. Le braccia vengono appiccate alle spalle,
e dalla fontanella all'appiccatura da ogni banda è una testa, et esse braccia
sino a la appiccatura delle mani sono tre teste, et allargandosi l'uomo con le
braccia, apre apunto tanto quanto egli è alto. Ma non si debbe usare altra
miglior misura che il giudicio dello occhio, il quale, se bene una cosa sarà
benissimo misurata et egli ne rimanghi offeso, non resterà per questo di
biasimarla. Però diciamo, che se bene la misura è una retta moderazione da
ringrandire le figure talmente che le altezze e le larghezze, servato l'ordine, faccino
l'opera proporzionata e graziosa, l'occhio nondimeno ha poi con il giudicio a
levare e ad aggiugnere, secondo che vedrà la disgrazia dell'opera, talmente che
e' le dia giustamente proporzione, grazia, disegno e perfezzione, acciò che ella
sia in sé tutta lodata da ogni ottimo giudicio. E quella statua o figura che
averà queste parti sarà perfetta di bontà, di bellezza, di disegno e di grazia.
E tali figure chiameremo tonde, purché si possino vedere tutte le parti finite,
come si vede ne l'uomo girandolo a torno; e similmente poi l'altre che da
queste dependono. Ma e' mi pare oramai tempo da venire a le cose più particulari.