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Sant'Eusebio

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Sant'Eusebio

Nome frequente nel calendario dei santi e dei beati, quello di Eusebio: se ne contano ben 43, oltre a sette nella versione femminile Eusebia. L’Eusebio che la Chiesa ricorda alla data odierna apparteneva a una nobile e ricca famiglia ungherese e dopo l’ordinazione sacerdotale fu nominato canonico del capitolo metropolitano di Strigonia, nome latino medievale dell’odierna Esztergom, città che sorge sulla destra del Danubio in un pittoresco luogo addossato al massiccio montuoso di Pilis, di fronte alla confluenza del fiume Hron che scende dai Carpazi occidentali. Esztergom è sede arcivescovile del primate d’Ungheria; santo Stefano, primo re cristiano di quel paese, vi fece erigere una basilica di cui rimangono alcune vestigia; quella nuova, costruita nel XIX secolo, è la più grande chiesa ungherese. Nel 1246 il canonico Eusebio rinunciò alla carica - importante e redditizia a quei tempi - e si ritirò sulle montagne di Pilis, dedicandosi alla vita eremitica. La fama della sua santità si diffuse e presto attorno a lui si riunirono gli altri eremiti della regione. Così nel 1250 Eusebio fece costruire per loro, attingendo a quanto restava del suo patrimonio, un monastero e una chiesa dedicata alla Santa Croce. Dodici anni dopo partì per Roma per incontrare il papa Urbano IV e chiedergli la costituzione di un Ordine religioso che raccogliesse i suoi eremiti. Ottenuto il permesso, ne scelse il nome: Ordo sancti Paoli primi eremitae, dal nome dello straordinario santo che per primo nel III secolo scelse la vita eremitica ritirandosi nel deserto della Tebaide, dove trascorse ben novant’anni e dove, ormai ultracentenario, ricevette la visita di sant’Antonio abate prima di morire, sembra nel 341; lo stesso Antonio, recatosi una seconda volta a trovarlo, lo trovò morto e lo seppellì. I seguaci di Eusebio vennero però chiamati anche Eremiti della Santa Croce, dalla chiesa da lui fatta costruire. L’Ordine - il primo fondato da un ungherese - si sviluppò assai e quando Eusebio morì, nel 1270, contava già numerose case. MOLACCA - Irlandese, nato da vecchi e poveri genitori, fu battezzato da san Cuimin Foda, capo della scuola monastica di Clonfert e fondatore e abate del monastero di Kilcummin dove difese strenuamente il computo romano della data della Pasqua contro i suoi confratelli celti. Molacca, fattosi monaco ancora giovinetto, costruì un monastero, che poi abbandonò per recarsi nell’Irlanda settentrionale, quindi in Scozia e nel Galles, presso san David di Menevia, da cui ricevette in dono una campana. Tornò poi in Irlanda e morì nella seconda metà del VII secolo nel monastero da lui fondato. Gli si attribuisce la resurrezione della moglie di Cathal, re del Munster. Le vicende di questo santo sono assai incerte; tuttavia i molti luoghi che ancora portano il suo nome attestano che si trattò di una figura di qualche rilievo.

Quando il sole se ne è andato e la notte si fa scura senza stelle e senza luna c'è una grande luce nel ciel Viva Sant'Eusebio, salvatore dell'anima mia
Viva Sant'Eusebio, salvatore del mio cuor Quando infuria la tempesta ed il tuono fa paura in campagna o fra le mura Sant'Eusebio è qui con me Sant'Eusebio protettore, tu sei il mio piu' grande amore Viva viva Sant'Eusebio, protettore del mio cuor Quando piove e tira vento o ti brucia il solleone tu dall'alto del convento tieni aperto l'ombrellone Viva Sant'Eusebio, sei l'ombrello dell'anima mia Viva Sant'Eusebio, sei l'ombrello del mio cuor Quando la campagna è asciutta e il raccolto si è seccato tu dall'alto del creato piangi e l'acqua viene giu' Viva Sant'Eusebio, contadino dell'anima mia Viva Sant'Eusebio, contadino del mio cuor Quando un di' verra' il momento che dovro' venir da te fammi entrare nel tuo convento
per restare vicino a te Viva Sant'Eusebio, proprietario dell'anima mia Viva Sant'Eusebio, proprietario del mio cuor Quando il giorno del giudizio io saro' di fronte a te te dimentica il mio vizio e perdona il tuo lacché Sant'Eusebio giustiziere, io mi affido solo a te Viva, viva Sant'Eusebio, io mi affido solo a te Viva, viva Sant'Eusebio, io mi affido solo a te.

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