LAOCONTE

 
 
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Il Laocoonte

Nella mitologia greca Lacoonte fu un principe troiano, sacerdote di Apollo, dio del Sole. Dopo dieci anni di assedio alla città di Troia i greci costruirono un gigantesco cavallo di legno sostenendo che si trattava di un'offerta votiva alla dea Atena, mentre in realtà vi erano nascosti i soldati greci. Laocoonte, temendo un inganno, incitò invano i capi troiani a distruggere il dono. La popolazione esitava ancora, nel dubbio che il cavallo potesse costituire un presagio favorevole, quando Poseidone, la divinità più avversa ai troiani, mandò due terribili serpenti marini ad avvolgere nella loro stretta mortale i figli di Laocoonte, che cercò invano di salvarli. I troiani, convinti che quello fosse un segno del cielo, non ascoltarono il consiglio di Laocoonte e introdussero il cavallo in città, contribuendo così alla propria distruzione.

Per quanto riguarda le arti plastiche, l'opera più celebre riferita al personaggio è una scultora in marmo, che raffigura il sacerdote con i figli avvolti nelle spire dei serpenti, conosciuto semplicemente come Laocoonte e risalente circa al 25 a.C. Ora è conservato nei musei Vaticani, a Roma.

Fin dall'anno del suo ritrovamento nel 1506, l'opera, posta nel Cortile del Belvedere dei Palazzi Vaticani, era diventata per i pittori rinascimentali l'esempio più alto della sfida dell'arte alla natura. Nella sua drammatica condizione Laocoonte non ha nulla di deforme e mantiene sul viso, nel corpo e nella posa, i segni della compostezza. Alla sua controllata disperazione si contrappone quella meno contenuta dei figli, propria della loro età. Nella composizione dominano le linee spezzate, che sottolineano muscoli e tendini fortemente in tensione.