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LS 84 Amazzone

Dimensioni: h. cm 98 peso (entro i 25 kg.)

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Museo di Antichità. Collezioni archeologiche. Il museo dei duchi di Savoia: preziosi oggetti provenienti da storiche collezioni. Località attuale: Torino (Torino, Orangeries Reali). Il museo è stato istituito nel XVIII sec. come Regio Museo dell’Università da Vittorio Amedeo II re di Sardegna, con le cinquecentesche collezioni del duca Emanuele Filiberto e del figlio Carlo Emanuele I di Savoia. Dopo la dispersione di molti reperti ad opera delle truppe napoleoniche, poi restituite in parte dopo la restaurazione, nel 1832 si istituisce un nucleo museale presso l’Accademia delle Scienze, che già ospitava i reperti della collezione Egizia, con i reperti preromani e romani. Nasce così il Museo di Antichità greco-romane ed egizie, cui faranno seguito nuove acquisizioni (ceramiche della Magna Grecia e altre collezioni etrusche e cipriote) nella seconda metà dell’ottocento. Alla fine dello stesso secolo si crea una sezione topografica piemontese, con reperti preromani e romani dalla regione in quantità tale che nel 1924 la superficie espositiva viene raddoppiata. L’odierna sede (le serre e parte dei bastioni reali, con un corpo di collegamento fra i due di recente realizzazione) è stata inaugurata nel 1989, nonostante la separazione fra il Museo Egizio e quello delle Antichità sia stata sancita già nel 1940. Dopo due riallestimenti provvisori nel dopoguerra e negli anni sessanta, infatti, le collezioni vengono definitivamente separate solo nel 1982. Attualmente il museo è diviso in tre grosse sezioni: le collezioni storiche reali, la sezione topografica regionale, ordinata con criterio cronologico a ritroso e una nuova sezione in corso di allestimento con materiale dalla città di Torino. Il percorso inizia con la sezione delle collezioni, disposte in ordine cronologico. Si comincia con i reperti ciprioti, costituiti da sculture in calcare per lo più di carattere votivo (statuette di devoto del culto di Apollo, di fanciullo seduto, di figura femminile con bambino, tutti databili tra il VI e il III sec. a.C.), ceramiche di forma particolare (vaso geometrico a barilotto decorato con fasce verticali e cerchi concentrici, del VII sec. a.C), vetri e lucerne. Le raccolte protostoriche riuniscono reperti da varie zone d’Italia, acquisiti da collezionisti privati. Si spazia dalla gorgiera bronzea rinvenuta presso il lago di Varese, del XX-XVIII sec. a.C., all’elmo e anelloni di provenienza picena, alle numerose fibule di ogni tipo e di ogni età (XII-IV sec. a.C.) dall’italia centro-meridionale, al bronzetto sardo di offerente del VIII sec. a.C., assieme a numerose navicelle votive provenienti dall’isola. Si continua con le collezioni etrusche (dal VIII al III/II sec. a.C.), più che altro di provenienza chiusina, volterrana e umbra. Sono esposti, fra l’altro, un canopo chiusino del VII sec, bucchero pesante decorato a stampo da Chiusi (VI-V sec. a.C.), un sarcofago con urne in pietra della tomba dei Matausni di Chiusi, del II sec. a.C. e urne cinerarie ellenistiche con figure dei defunti recumbenti sui coperchi. Nel nucleo di ceramiche greche e italiote, numerosi sono gli oggetti preziosi, a partire dalle oinochoe rodie del VII sec, con figure di animali su fasce orizzontali, alla coppa attica a figure nere con suonatori di lira, fino agli stupendi pezzi a figure rosse di Euthymides (psykter con lotta di atleti da una tomba di Bomarzo) e del pittore di Dario (pelike con scene nuziali), della fine del IV sec. a.C. Altro nucleo è composto da rinvenimenti in territori sabaudi. E’ qui che si può ammirare la parte centrale di un grande mosaico policromo ellenistico ritrovato a Cagliari, con Orfeo che ammansisce gli animali, e una statua colossale (solo il torso è originale) di probabile imperatore Claudio, risalente al I sec. d.C. E’ anche riprodotto un calco dell’arco di Augusto a Susa. La collezione di sculture comprende alcune teste-ritratto, fra le quali spicca quella di Giulio Cesare (del I sec. a.C., quando il triumviro era ancora in vita), rinvenuta al Tuscolo, e preziose copie romane di originali grechi (Amazzone fidiaca, Diadumeno policleteo, Eros prassitelico), oltre a un bel torso con corazza in porfido del IV sec. d.C.. Per i rilievi, si segnala il sedile in marmo da Luni, con il semicerchio esterno decorato con cinque figure maschili a bassorilievo, probabile base di statua dell’imperatore Alessandro Severo (II sec. d.C.) e una figura a bassorilievo del "kairos", da un modello lisippeo ideato per Alessandro Magno. Per finire, la collezione dei bronzi e argenti, riunita già nel XVII sec. dai duchi di savoia, offre vasi, piatti e vassoi in argento decorato a sbalzo, e un bel bronzetto di Ercole, proveniente dal centro Italia, risalente al V-IV sec. a.C.). La visita prosegue con la sezione topografica dedicata al piemonte, nella quale sono esposti, a ritroso nel tempo, nuclei di periodi specifici. Si parte con l’altomedioevo, caratterizzato da reperti di oreficeria longobarda (VI-VII sec. d.C.), rinvenuti presso complessi tombali. Da evidenziare il ricco corredo di una tomba rinvenuta in zona cittadina (Lingotto), costituita da una croce d’oro, fibule a staffa, orecchini, catena e spilla a disco con pietre incastonate. Sono presenti anche ceramiche longobarde, strumenti di lavoro, un umbone di scudo e una croce in lamina d’oro decorata a punzone. Per l’età romana sono esposti esempi della fiorente produzione artigianale del periodo: bicchieri della fine del I sec. a.C., provenienti dall’industria nord italica di Caio Aco, una coppa in ceramica invetriata verde, secondo modelli dell’asia minore del I sec. d.C., un gruppo in ambra del I-II sec. d.C., di produzione aquileiana, una preziosa iscrizione bilingue (latino e leponzio, dialetto preromano del piemonte orientale), produzioni in ceramica sigillata africana, fino a una coppa in vetro con scene di caccia regale e croce cristiana, con tracce di rivestimento in sfoglia d’oro all’esterno, del IV sec. d.C. Il nucleo protostorico contiene preziosi reperti che testimoniano contatti tra la cultura di Golasecca (Piemonte-Lombardia del IX-VI sec. a.C.) e popolazioni villanoviane e etrusche del centro italia. Si espone quindi un bacile bronzeo decorato a sbalzo, del periodo orientalizzante, probabile produzione vetuloniese e una iscrizione etrusca della fine del VI sec. a.C., rinvenuta nel cuneese, accanto a un bruciaprofumi fittile e una situla bronzea, entrambi di produzione locale di alta qualità. Il nucleo preistorico espone reperti dell’neolitico (anelloni in pietra di fiume del VI millennio a.C. e un vaso a fruttiera con motivi geometrici del V millennio), dell’età del Bronzo (pendaglio a pettine con figura umana schematizzata e matrici in pietra per fusione di spade di varie dimensioni, rinvenuti presso un abitato palafitticolo nel lago di viverone) e dell’età del Ferro (urna cineraria del XI sec. a.C.). Un nucleo particolare è infine dedicato al tesoro di Marengo, probabile deposito votivo ritrovato nel 1928 presso l’omonima località e costituito da manufatti in argento decorato e dorato, risalenti al I sec. a.C. - III sec. d.C., insieme a un busto di Lucio Vero (161-169 d.C.). La sezione dedicata a Torino, di prossima apertura in un nuovo corpo di fabbrica adiacente al teatro romano, contiene reperti rinvenuti nell’area cittadina costituiti da corredi funerari (unguentari in vetro, lucerne fittili), basi onorarie iscritte e altre epigrafi cittadine e funerarie (importante quella del II sec. d.C. che cita il nome della città), frammenti statuari equestri e teste ritratto delle famiglie imperiali, suppellettili di uso domestico e privato (pavimento musivo policromo da una domus del I-II sec. d.C., vasellame in ceramica sigillata sud-gallica, anfore vinarie e olearie).